Centro di accoglienza, Zlokucane – Kosovo

centro di accoglienza in Kosovo

Bambini del centro di accoglienza di Zlokucane (Klina)

Subito dopo la guerra vicino al paese di Klina, la Caritas Umbria costruisce una casa di accoglienza per bambini rimasti orfani dei genitori, abbandonati durante la guerra oppure che versano in situazioni familiari difficili. Il progetto nasce nel 2000 e attualmente la casa ospita 50 bambini.

centro di accoglienza kosovo

Massimo e i bambini del centro di accoglienza

Insieme ai bambini vivono come a casa loro anche Massimo e Cristina, una coppia italiana con i loro figli. La loro stabile presenza ha dato modo di creare un ambiente familiare dove i bambini kosovari si sentono amati e a casa loro.

La casa di accoglienza è costituita da due piani. Nel piano terra si trovano la cucina, il refettorio e la lavanderia mentre al primo piano, le camere da letto dove i bambini dormono accanto a Massimo e Cristina.

centro di accoglienza kosovo

Preparazione del pranzo

Vicino alla casa esiste anche un’azienda agricola gestita da una cooperativa sostenuta dai volontari della casa Zlokucane. L’obbiettivo dell’azienda è quello di promuovere la ripresa delle attività agricole nel paese di Klina e di essere anche un punto di inizio per i futuri adulti della struttura di accoglienza Italiana. 

Per mantenere efficiente la casa e curare i piccoli ospiti i volontari kosovari del paese di Klina ed alcuni italiani, che si fermano  in Kossovo per un po’ di tempo, lavorano senza sosta.

centro di accoglienza kosovo

Momenti di studio al centro di accoglienza di Zlokucane

Il lavoro dei volontari è indispensabile per consentire ai bambini di avere una vita nella normalità.

Bambini del Mondo si è avvicinato a questo progetto quando alcuni suoi soci si trovavano in Kosovo come volontari al servizio di altre associazioni umanitarie. Vengono a conoscenza dello straordinario progetto della Caritas Umbria e decidono di dare il loro supporto con contributi economici, materiali e con l’aiuto dei suoi volontari.

 

Cronistoria

1999

Nel mese di giugno, pochi giorni dopo la fine della guerra del Kosovo, é stato aperto il centro di accoglienza della Caritas Regionale dell’Umbria nel villaggio di Radulloc, comune di Klina, con lo scopo di accogliere principalmente bambini abbandonati e di aiutare persone disagiate.
I responsabili sono il toscano Massimo Mazzali e sua moglie, la trentina Cristina Giovanelli, che vivono tuttora nel centro con i loro tre figli.

2000
  • I volontari italiani e kosovari presenti al centro, grazie alla collaborazione e al sostegno economico di Caritas Italiana, lavorano alla ricostruzione di quasi 300 case distrutte o gravemente danneggiate durante la guerra.
  • E’ ospitato il primo bambino orfano.
  • Cominciano ad arrivare in Italia bambini e adulti gravemente malati per ricevere le cure mediche (soprattutto ambito oncologico e cardiologico) che le strutture sanitarie kosovare non sono in grado di assicurare. Fino ad oggi sono stati curati oltre 150 malati.
2001

            Prende vita il progetto “Case dei poveri”, grazie al quale verranno ricostruite, nel corso degli anni, 140 case a famiglie che vivono in condizioni abitative di estrema precarietà.

 2002
  • Grazie alla collaborazione dell’Esercito Italiano e di altre ONG italiane, sono ultimate due importanti opere: la scuola di Resnik e il Centro Pastorale di Zlokucane, all’interno del quale è anche presente un ambulatorio medico.
  • Durante l’estate si intensifica l’arrivo di gruppi di giovani, provenienti dall’Italia, che aiutano nei campi di lavoro. Tale impegno da parte dei giovani italiani continuerà anche negli anni successivi.
  • Sono accolti altri quattro bambini orfani.
 2003

            Viene costituita la cooperativa agricola, che alla fine dell’estate inizia a coltivare circa 250 ettari di terreno demaniale; terreno che sarà in affitto per i tre anni successivi. Anche per questo motivo dall’Italia arrivano in dono due trattori e altre attrezzature.

2004

            Il centro di accoglienza è ristrutturato e ampliato; ormai i bambini accolti sono una quindicina.

2005
  • Anno in cui si intensificano le relazioni con le istituzioni kosovare (in particolare con i servizi sociali dei comuni), con la Chiesa locale, con i militari italiani della Forza Multinazionale e con l’ambasciata italiana a Pristina.
  • Novità anche per la cooperativa agricola: si inizia ad allevare bovini.
2006

            Si avverte l’esigenza di una nuova struttura, più ampia e funzionale, in quanto i bambini ospitati sono più di venti. In questa prospettiva é acquistato un terreno di circa 20 ettari, nel villaggio di Leskoc, dove poter concentrare le attività agricole, di allevamento e avviare laboratori (ad esempio di falegnameria) con lo scopo di creare opportunità lavorative per i giovani.

2007
  • In occasione dell’incontro degli amici e sostenitori del centro di Radullac che si svolge a Gubbio a novembre, é presentato il progetto del nuovo centro, coordinato da un architetto eugubino.
  • A fine anno i bambini e i ragazzi accolti sono diventati trentaquattro.
2008
  • Il 17 febbraio è il giorno dell’autoproclamazione dell’indipendenza dalla Serbia da parte del parlamento di Prishtina.
  • I tecnici italiani si recano più volte presso il centro di accoglienza di Radulloc per definire sul posto i vari aspetti del progetto del nuovo centro.
 2009
  • La Fondazione Monte dei Paschi concede un’ importante finanziamento per la costruzione della nuova casa di accoglienza a Leskoc, che rinnoverà, anche se in misura ridotta, l’anno successivo.
  • Il 1° dicembre, su richiesta del vescovo del Kosovo Mons. Dod Gjergji, é aperta una struttura che accoglie giovani kosovari con problemi di tossicodipendenza, nella canonica del villaggio croato di Vernakolla, verso il confine con la Macedonia.
2010

            Iniziano i lavori della casa di Leskoc, che prevedono anche la realizzazione di importanti infrastrutture come la nuova strada, l’invaso per l’acqua e la centrale elettrica. Un contributo decisivo ai lavori arriva dal comune di Klina e dai militari italiani della Forza Multinazionale.

 2011
  • La nuova legislazione kosovara sull’accoglienza, che sancisce la creazione di spazi dedicati esclusivamente a minorenni, rende necessaria l’apertura di una struttura dove ospitare i ragazzi adolescenti: a luglio é aperta la casa di Glaviçica, messa a disposizione dalle Chiesa locale.
  • A novembre é ultimata la parte grezza di due delle tre ali della casa di Leskoc e a dicembre viene approvato dalla Provincia Autonoma di Trento un sostanzioso finanziamento articolato in tre anni che consentirà, già alla fine del 2012, di ultimare una consistente parte dell’edificio.